Dati economici
I numeri dell’Apicoltura: nel mondo, in Europa e in Italia
La produzione mondiale di miele supera 1,86 milioni di tonnellate, con la Cina in testa (25%). L’UE, secondo produttore mondiale, contribuisce per un quinto. L’Italia eccelle con oltre 60 varietà di miele e una produzione in crescita.
Nel mondo
Gli ultimi rilevamenti FAO (2021) registrano oltre 60 milioni di alveari e circa 6,5 milioni di apicoltori. La produzione mondiale di miele si attesta su circa 1,86 milioni di tonnellate.
Gli ultimi rilevamenti FAO (2021) registrano oltre 60 milioni di alveari e circa 6,5 milioni di apicoltori. La produzione mondiale di miele si attesta su circa 1,86 milioni di tonnellate. La produzione globale è in costante crescita, registrando negli ultimi 10 anni un incremento del 23%.
La produzione è prevalentemente concentrata in tre continenti: Asia, seguita dall’Europa e le Americhe.
La Cina è il maggiore produttore mondiale di miele: ¼ della produzione totale. L’Unione Europea è in seconda posizione con circa 250 mila tonnellate, contribuendo per un quinto alla produzione mondiali.

L’Unione Europea, con una quota di circa il 30%, è il secondo importatore mondiale di miele, dopo gli USA.
La Cina è il primo esportatore mondiale di miele con una quota volume del 25%.
Nelle esportazioni l’Unione Europea ha un ruolo marginale, causa del basso approvvigionamento. Nell’UE i principali esportatori verso paesi terzi sono la Germania e la Spagna.


Nell’Unione Europea
È il secondo produttore mondiale di miele, dopo la Cina. Con quasi 238 mila tonnellate, contribuisce per un quinto alla produzione mondiale di miele.
È il secondo produttore mondiale di miele, dopo la Cina.
Con quasi 238 mila tonnellate, contribuisce per un quinto alla produzione mondiale di miele. Gli Stati che registrano la maggiore produzione sono la Spagna, l’Ungheria, la Germania e la Romania.
Nell’UE il numero totale degli apicoltori sono oltre 650 mila, con oltre 1.750.000 alveari.
L’UE consuma circa 24% del miele prodotto a livello mondiale (pari a 318.000t.), con un consumo medio pro-capite intorno ai 600 gr. Con 1Kg ½ la Germania è il maggiore consumatore di miele, seguita dal Regno Unito con 800gr e dalla Francia con 600gr.
Nell’UE il settore apistico pur registrano una rilevanza economica contenuta, riveste un ruolo importante nel suo rapporto con l’apicoltura legato alla sua funzione di impollinazione.
In Italia
Il nostro Paese detiene il record mondiale per varietà di miele:
oltre 60 diverse tipologie.
Il nostro Paese detiene il record mondiale per varietà di miele: oltre 60 diverse tipologie. Siamo il 4° paese dell’UE per numero di alveari.
Nel 2022 si sono registrati oltre 72.000 apicoltori, che gestiscono oltre 1.570.000 alveari (+8% rispetto al 2021). Il settore, nonostante le difficoltà, registra un aumento. La produzione nazionale di miele, nel 2022, è stata stimata in circa 23.000 tonnellate, con un forte recupero rispetto all’annata precedente che ha registrato il picco più negativo degli ultimi dieci anni.
A livello nazionale l’apicoltura è ben diffusa sui territori regionali. Le regioni italiane più produttive sono il Piemonte, la Toscana e l’Emilia Romagna.
La quantità di miele importato è spesso superiore a quella prodotta.
Nel 2020 l’Italia ha importato 22.304 tonnellate di miele. Nel 2020 l’Italia ha esportato 3.287 t. di miele. Germania e Francia sono i principali mercati di sbocco, ma il miele italiano raggiunge anche paesi extra europei quali Stati Uniti e Giappone.

L’apicoltura a livello mondiale
La FAO nella sua ultima rilevazione disponibile (2022) attesta nel mondo oltre 60 milioni di alveari e circa 6,5 milioni di apicoltori. La produzione mondiale di miele dichiarata è di circa 1,831 milioni di tonnellate.
La produzione mondiale è prevalentemente concentrata nei paesi asiatici (48%), seguita dall’Europa (23%), Americhe (19%), Africa (8%) e Oceania (2%).
La Cina è il maggiore produttore mondiale di miele, con una quota del 24%.

L’Europa con il suo 23%, mantiene la sua posizione di secondo produttore mondiale di miele, dopo l’Asia.
La Cina è il primo esportatore mondiale di miele con una quota volume del 25%.
I dati relativi agli scambi economici mondiali vedono la Cina come primo esportatore di miele (25%), seguita dall’India che negli ultimi anni registra una interessante dinamicità. L’Unione Europea nelle esportazioni ha un ruolo marginale. Germania e Spagna sono i principali esportatori di miele verso paesi terzi.

(inserire tabelle export – import)
Nell’Unione Europea
Con le sue quasi 238 mila tonnellate l’Europa è il secondo produttore mondiale di miele, dopo la Cina. Contribuisce per un quinto alla produzione mondiale di miele.
Gli Stati che registrano la maggiore produzione sono la Spagna, l’Ungheria, la Germania e la Romania.
Il numero totale degli apicoltori dell’Unione Europea sono oltre 650 mila, con oltre 1.750.000 alveari.
Il continente europeo consuma circa 24% del miele prodotto a livello mondiale (pari a 318.000t.), con un consumo medio pro-capite intorno ai 600 gr. La Germania con 1Kg ½ pro-capite è il maggiore consumatore di miele, seguita dal Regno Unito con 800gr.
Nell’UE il settore apistico pur registrando una rilevanza economica contenuta, riveste un ruolo importante nel suo rapporto con l’agricoltura per il servizio di impollinazione delle api.
In Italia
Il nostro Paese detiene il record mondiale per varietà di miele:
oltre 60 diverse tipologie.
Il nostro Paese detiene il record mondiale per varietà di mieli: oltre 60 diverse tipologie. Siamo il 4° paese dell’UE per numero di alveari.
In costante crescita il numero degli apicoltori che sono quasi 75.000 (+37% rispetto al 2019). Gli alveari gestiti sono oltre 1,53 milioni. Il settore, nonostante le difficoltà, registra una crescita. La produzione nazionale di miele, nel 2023, è stata stimata in circa 22.000 tonnellate. Registra una flessione del 12% rispetto al 2022.
L’attuale produzione di miele copre il 54% del fabbisogno nazionale. L’Italia importa oltre 24 mila tonnellate di miele per un valore che sfiora gli 80 milioni di euro (-2% rispetto al 2022); restano stabili i volumi dell’export, pari a poco più di 5,7 milioni di kg, per un valore di oltre 25 milioni di euro. Germania e Francia sono i principali mercati di sbocco, ma il miele italiano raggiunge anche paesi extra europei quali Stati Uniti e Giappone.
I dati registrano un incremento del consumo medio pro-capite che sfiora i 700 grammi, superando quello medio europeo di 600gr pur rimanendo ancora inferiore a quello di altri Paesi.
Circa la metà del consumo interno di miele è legato all’uso come ingrediente di prodotto, mentre l’altra metà è legata al suo consumo come alimento a colazione, merenda o in abbinamento ai formaggi.
A livello nazionale l’apicoltura è ben diffusa sui territori regionali. Le regioni italiane più produttive sono il Piemonte, la Lombardia, la Toscana e la Calabria
(Fonte dati ISMEA)

Gli scambi di miele con l'estero
L’Italia nel 2023 ha importato oltre 24 mila tonnellate di miele. L’Ungheria, la Polonia e l’Ucraina sono i nostri maggiori fornitori.
Stabili invece le esportazioni italiane di miele. L’Irlanda (2022) con una quota del 41% è divenuta il maggiore acquirente del miele italiano, seguita dalla Germania con un 15%. Seguono poi il Regno Unito, la Finlandia e i Paesi Bassi (tutti circa + 23%), la Francia (+3%). Forte riduzione di invii verso la Spagna (-75%) e un notevole ridimensionamento dei volumi verso gli USA (-35%).
